Unioni civili: riflessi previdenziali per artigiani e commercianti
20 luglio, 2017, in Circolari

La Legge n. 76/2016 sulle unioni civili ha comportato un cambiamento di non poco conto per quanto concerne i rapporti familiari e non solo. Con alcuni riflessi anche in ambito previdenziale

foto Unioni civili: riflessi previdenziali per artigiani e commercianti

di Maria Romano
m.romano@mltconsulting.it


LA LEGGE
La Legge n. 76/2016 sulle unioni civili ha comportato un cambiamento di non poco conto per quanto concerne i rapporti familiari e non solo. A partire dal 5 giugno 2016 infatti, possono legarsi con un’unione civile due persone maggiorenni dello stesso sesso, di fronte a un ufficiale dello stato civile e alla presenza di due testimoni.

L’ESTENSIONE ALLE UNIONI CIVILI
La Legge n. 76/2016 reca importanti disposizioni in materia di “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”. In particolare, all’art. 1: · ai commi da 1 a 35 regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso; · ai commi da 36 a 65 regolamenta le convivenze di fatto tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile; · ai commi da 66 a 69 fornisce le disposizioni in ordine alla copertura finanziaria del provvedimento, nonché al monitoraggio degli oneri di natura previdenziale e assistenziale derivanti dalle unioni civili.

EQUIPARAZIONE AL MATRIMONIO
Ma il passaggio fondamentale, che determina risvolti anche in ambito previdenziale, riguarda il comma 20 il quale si esprime estendendo le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, allo scopo di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso. Ovviamente la disposizione di cui al periodo precedente non si applica: - alle norme del Codice Civile non richiamate espressamente all’interno della legge; - nonché ovviamente alle disposizioni di cui alla Legge 4 maggio 1983, n. 184 (su “adozione e affidamento dei minori”, le cui disposizioni non sono state estese alle coppie dello stesso sesso).

RIFLESSI SUI COLLABORATORI DEL TITOLARE D’IMPRESA A partire dal 5 giugno 2016 possono legarsi con un’unione civile due persone maggiorenni dello stesso sesso di fronte ad un ufficiale dello stato civile e alla presenza di due testimoni: a questi soggetti viene esteso il diritto di includere il partner, con modalità analoghe a quelle sinora previste per i coniugi, nel nucleo familiare ai fini della percezione dell’ANF e delle detrazioni fiscali previste dalla legge. Costituiscono requisiti di base per la spettanza dell’assegno: - lo status di lavoratore subordinato; - l’effettiva esistenza di un nucleo familiare costituito da almeno due soggetti.

NOTA BENE - Pertanto, qualsiasi disposizione normativa, regolamentare o amministrativa, oltreché tutte le disposizioni del Codice Civile espressamente richiamate dalla Legge n. 76/16, che contengano la parola “coniuge”, devono intendersi riferite anche ad ognuna delle parti dell’unione civile.

Al riguardo, occorre sottolineare che lo status di “coniuge” rileva anche ai fini dell’individuazione dei soggetti che svolgono attività lavorativa in qualità di collaboratori del titolare d’impresa o, se l’impresa assume forma societaria, di uno dei titolari. La suddetta equiparazione tra il coniuge ed ognuna delle parti dell’unione civile comporta la necessità di estendere le tutele previdenziali in vigore per gli esercenti attività autonoma anche ai coadiuvanti uniti al titolare da un rapporto di unione civile, registrato ai sensi di legge e comprovato da una dichiarazione sostitutiva della dichiarazione di cui all’art. 1, comma 9 della Legge n. 76/2016 e all’art. 7 del D.P.C.M. n. 144/2016.

NOTA BENE - Ne deriva che, in sede di comunicazioni di eventi che il titolare è tenuto ad effettuare mediante il sistema “ComUnica”, introdotto dalla Legge n. 40/07 ed in vigore a partire dal 1/4/2010, egli potrà indicare come proprio collaboratore colui al quale è unito civilmente, identificandolo, nel campo relativo al rapporto di parentela, quale coniuge.

Per qualsiasi approfondimento è possibile richiedere la circolare n. 32 di Mlt Informa o contattare i riferimenti di studio.

Di che ti piace
  • facebook
  • google plus
  • twitter
Commenti
Nome (obbligatorio)
Cognome (obbligatorio)
Email (obbligatoria; non verrà pubblicata)
captcha
trascrivi qui le lettere che vedi nell'immagine
Nessuno ha ancora commentato questo post. Puoi essere tu il primo a farlo!